How to: creare una associazione no-profit
Recentemente il nostro usergroup ha raggiunto l'obbiettivo di formalizzare legalmente la propria natura di associazione no-profit. Arrivare a questo risultato, per una persona come me che preferisce spaccarsi la testa su migliaia di righe di codice piuttosto che su un sola piccolo problema burocratico, non è stato per niente facile. il problema è che la materia è governata da tre o quattro articoli del codice civile e da tonnellate di giurisprudenza che di certo non aiuta il povero programmatore sprovveduto. Inoltre per quanto cercate in rete a parte qualche utile template non trovate nessuno che esprima con chiarezza quello che praticamente bisogna fare per trasformare uno usergroup in una vera associazione. Ecco perchè ho pensato di scrivere questo breve decalogo per riassumere la mia esperienza nellasperanza che questo possa essere di aiuto alle nuove realtà che volessero fare questo passo nel nostro paese.
1) Occorre inanzitutto dire che un gruppo di persone che si trovano attorno ad un tavolo (beh, il tavolo può anche non esserci), e decidono che hanno degli argomenti in comune che vogliono portare avanti sono formalmente una associazione. La costituzione è chiara. A patto che non intervengano discriminazioni razziali, di sesso, di religione, etc, etc, l'asociazionismo in Italia è libero e quindi non ha bisogno di alcun riconoscimento ufficiale. Però, se avete la necessità di far girare un po' di quattrini, ad esempio sotto forma di benefit, oppure semplicemente perchè come noi avete la volontà di organizzare qualche evento importante, allora vi serve un pezzo di carta che stabilisca dei punti fermi, che serviranno solo ed esclusivamente se i soldi che girano cominceranno a causare problemi come hanno la spiacevole tendenza a fare.
2) Il primo passo da fare per costituire l'associazione è quello di redarre due documenti: lo statuto, ovvero una sorta di regolamento interno all'associazione che stabilisce lo scopo, l'ordinamento, le cariche, e soprattutto che dice esplicitamente che gli associati non possono spartirsi utili. l'arto documento è l'atto costitutivo. Quest'ultimo è l'atto con cui i convenuti all'assemblea costitutiva riconoscono lo statuto ed eleggono le persone che dovranno poi ricoprire le cariche stabilite nello statuto. In buona sostanza, per dircela tra programmatori, l'atto costitutivo è il "costruttore" dell'associazione dove le variabili vengono inizializzate per poter fare in modo che essa possa funzionare correttamente.
3) Una cosa importante da tenere presente nella redazione dello statuto e dell'atto costitutivo è di usare il carattere tipografico più piccolo che avete a disposizione a patto di mantenerne la leggibilità. Questo perchè il costo di registrazione è aggravato dalle marche da bollo che incidono per 14,62€ ogni 100 righe. Quindi scrivete tutto, perchè è importante che sia così, ma scrivete piccolo... ;-). Per redarre lo statuto in rete trovate vari modelli. Io ho copiato dallo statuto del JUG Padova che ringrazio pubblicamente perchè dopo averne analizzati alcuni era quello che più soddisfava le nostre esigenze. Se volete un consiglio spassionato, evitate di trasformare il consiglio direttivo in un tribunale. In molti statuti ho trovato la formalizzazione di commissioni disciplinari e altre cose di questo tipo che trovo davvero di cattivo gusto. Gli associati, fintanto che non violano la legge italiana e lo statuto per quanto mi riguarda possono fare tutto ciò che gli pare. Non saremo certamente noi a giudicarli. Appena possibile metterò in linea quello di XeDotNet che comunque ha subito delle lievi modifiche con l'intento di "sburocratizzarlo". Questo per evitare ad esempio di scrivere verbali a go-go ogni quattro parole scambiate.
4) Una volta che statuto e atto sono pronti organizzate una assemblea tra i fondatori. Non serve che vengano cento persone. Radunate tutti quelli che vogliono venire, che sono stati più attivi, etc... leggete i documenti assieme e poi firmateli, riportanto a chiare lettere i nomi dei convenuti (firmatari). Poi raccogliete le quote associative, utilizzando la forma descritta nello statuto. E' importante questo atto perchè il passo successivo richiede che vi siano dei soci per poter eleggere le cariche statutarie. E' fondamentale capire che in una associazione quello che conta è il diritto di voto nell'assemblea dei soci e l'unico modo per poterlo esercitare è di aver versato la quota associativa. Perciò solo dopo aver raccolto le quote potrete a ragio veduta eleggere il consiglio direttivo che è il massimo organo dell'associazione, infinitamente più importante del suo presidente che a conti fatti è un mero rappresentante ed esecutore. Una volta eletti i membri del consiglio l'associazione è pronta per passare alla registrazione.
5) La registrazione dell'associazione è un atto non obbligatorio, ma che però è l'unico modo valido di dare una data certa agli atti. In definitiva è la parte più costosa nella quale dovrete investire buona parte delle quote associative raccolte (a noi non è rimasto un cent...), ma come detto prima vale la pena di farla. La registrazione va fatta presso gli sportelli dell'ufficio entrate della località in cui avete deciso di porre la vostra sede sociale. Essa si compone di vari passi che vanno fatti in un preciso ordine:
- contate le righe dello statuto e dell'atto costitutivo separatamente. dividetele per cento e moltiplicate per due. Questo è il numero di marche da bollo da 14,62€ che dovrete innanzitutto acquistare. Come già detto le marche vanno calcolate nella misura di una ogni cento righe. Però lo statuto va presentato in due copie originali (una per l'ufficio e una per voi) perciò il numero è doppio.
- recatevi allo sportello informazioni dell'ufficio entrate e chiedete la modulistica specifica per la registrazione e per il conferimento del codice fiscale. Non vi so dire se sia specifica di ogni località oppure unificata, comunque all'ufficio informazioni vi sapranno sicuramente aiutare. Inoltre chiedete quali sono i codici tributo e i relativi importi per la registrazione e per il codice fiscale. Anche in questo caso non so se siano specifici tuttavia l'ammontare della spesa è di circa 170€.
- se nel vostro ufficio entrate c'è un apparecchio che distribuisce i numeri per la coda è giunto il momento di prenderne uno, soprattutto se come nel mio caso la coda è infinita. A me non piace buttare il mio tempo in coda perciò tendo ad ottimizzare prendendo in anticipo il numero mentre vado a fare altre cose. Tenete presente che se gli sportelli per il codice fiscale e per la registrazione sono distinti, come spesso capita quello che dovrete raggiungere per primo è quello del codice fiscale senza il quale non potrete fare la registrazione.
- è giunto il momento di recarvi nella banca più vicina (state certi che a meno di cento metri dall'ufficio entrate troverete uno di questi "parassiti"). Chiedete un modulo F23. compilatelo con i codici che vi avrà dato l'ufficio e saldate i 170€.
- ritornate alla coda e mentre ancora aspettate preoccupatevi di compilare la modulistica specifica, prima quella per il codice fiscale e poi quella per la registrazione. Da noi la modulistica per la registrazione va redatta in duplice copia, una per ogni copia dello statuto.
- una volta davanti all'impiegato dello sportello, snocciolate le vostre necessità spiegandogli per filo e per segno quello di cui avete bisogno, facendovi forti della conoscenza che avete acquisito dalla lettura di questo articolo. Gli impiegati come al solito sono un po' pigri e se non gli dite voi cosa debbono fare allora siete finiti.
- L'ultima cosa da fare, che non vi dirà mai nessuno, è quella di recarvi alla buffetti e di acquistare: un registro entrate/uscite, un registro dei soci e un blocchetto di ricevute generiche. quest'ultimo è importante perchè se date una ricevuta della quota taluni, soprattutto i liberi professionisti, saranno in grado di scaricarla dalle tasse e voi sapete bene quanto me quanti sono i liberi professionisti nel nostro campo.
6) completato questo passo potete dire di essere ufficialmente una associazione. d'ora in avanti dovete ricordare i seguenti punti:
- ogni volta che un centesimo passa dalle vostre mani a quelle di un'altro o viceversa abituatevi a scrivere un pezzetto di carta e poi riportare il movimento nel registro entrate/uscite.
- non temete di chiedere il contributo ai vostri associati. molto spesso chi non può partecipare con articoli, tip e altro è ben lieto di darvi qualche euro in sostituzione. e' brutto a dirsi, ma i soldi servono se volete che l'associazione cresca.
- cercate sempre delle partnership così potete dare dei benefit agli associati paganti. per ognuna di esse stipulare un piccolo contratto, anche in forma di email per stabilire chiaramente i limiti dell'accordo
- chiedete sempre facilitazioni: il termine no-profit apre molte strade che sarebbero altrimenti chiuse se foste una associazione con scopo di lucro
- riunitevi. non fate che la vostra associazione sia una oligarchia o peggio una dittatura. chiamate ogni volta che potete attorno a voi gli associati e prospettategli l'indirizzo che volete dare all'associazione e fate tesoro dei feedback
E' tutto. spero che questo possa aiutare chi come me ha il timore di rimanere imbrigliato nelle "pegole" burocratiche. E magari favorire la nascita di nuove realtà. In bocca al lupo.
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Grazie davvero!
Sei incoraggiante! Io sono proprio una di quelle persone che è intimorita dalla burocrazia!
Ma per quanto riguarda la contabilità ti rivolgi a un professionista?
Ciao e gazie ancora!
di
veruska.73@libero.it
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21/03/2007 13.43.14
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salve mi è stato di grande aiuto questa tua spiegazione.MAgari puoi aiutarmi maggiormente vorrei creare un'associazione per la tutela dei quartieri della mia città in termini di sicurezza e sorveglianza
come posso fare in primis per creare questa associazione riconoscendo in termini economici i futuri collaboratori e non solo vedere le spese per i costi generali?Grazie mi saresti di Grandissimo Aiuto.Aspetto tua Risposta.Grazie.
PS:La mia e-mail è ceanets@libero.it
di
matteo
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15/07/2007 14.27.13
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Per prima cosa devo ringzaziar per gli utilissimo consigli letti e mi scuso se farò errori ma non sono italiano. Poi volvo chiderti se tutto il discorso delle attività di marketing si può gestire privatamente o ci si deve appoggiare ad un professionista (notary)? crazie
di
Albert Wood
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20/08/2007 10.21.18
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Ciao! Bella guida!
Posso chiederti una cosa? Una associazione no profit può fare del commercio? Che ne so.. delle magliette con il logo della associazione? Hai parlato di un codice fiscale... e per la partita iva? Non rientra nelle caratteristiche delle associazioni no profit? grazie!
Marcello
di
marcello
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13/09/2007 13.11.14
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grazie per le informazioni. Marcello. Credo che nelle associazioni codice fiscale e partita iva coincidano.
di
lorenzo
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18/10/2007 23.44.44
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Grazie per le informazioni, ma posso chiederti ancora qualcosa?
Io ho creato un'associazione ma non abbiamo giri di soldi se non una quota associativa di 10 €
annuale ma se organizzo una gita con gente che non ha a che vedere con noi e divido solo le spese del bus tra i partecipanti devo rilasciare una ricevuta? devo registrare le spese?
Io non so a CHI RIVOLGERMI grazie Nussy
di
nussy
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27/10/2007 18.39.48
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I sui consigli mi saranno sicuramente molto utili....
mi ha tolto molti dubbi....
però me ne rimane uno.... le partnership cosa sono??? e cosa sono i benefit????
di
sltsatta@hotmail.it
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15/11/2007 4.29.36
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Grazie per l'How To è styato molto chiaro ma avrei una domanda da porvi!
Vorrei sapere se con i fondi raccolti sia dai soci che dalle prestazioni che l'associazione crea si possono usare in pubblicità per l'associazione stessa!
di
Tommaso
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04/02/2008 1.55.57
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Ti proporrei a ministro delle finanze. Possiedi chiarezza e senso pratico che è molto difficile incontrare nelle persone che si occupano di burocrazia. Grazie Floriana
di
Floriana
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12/07/2008 7.07.55
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